Una donna quarantenne di origine moldave è stata tratta in arresto dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Tarquinia per essersi resa protagonista di atti persecutori ai danni di una sua conoscente.
La vittima, ex collega di lavoro della donna arrestata, aveva depositato, nel tempo, diverse querele presso il Commissariato di Polizia di Tarquinia e presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia, con le quali aveva lamentato comportamenti petulanti e persecutori messi in atto nei suoi confronti da due conoscenti, che le avevano procurato un crollo emotivo e psicologico obbligandola a modificare le sue abitudini di vita per evitare di incontrarle.
Lo scorso 25 giugno un equipaggio della volante del Commissariato di Tarquinia era intervenuto a seguito di richiesta al Numero Unico di Emergenza 112 inoltrata dalla vittima che, ancora una volta, si era trovata costretta a subire un’aggressione da parte della donna moldava mentre si trovava al lavoro.
L’immediata ricostruzione dei fatti avviata dai poliziotti del Commissariato, anche attraverso la visione dei filmati acquisiti delle registrazioni dalle telecamere di videosorveglianza interna del locale, ha poi consentito di procedere all’arresto in flagranza differita della donna, la quale, su disposizione dell’A.G. della Procura della Repubblica di Civitavecchia, è stata sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della Costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
